Il ciclone Cristina al Motor Show
La maggiorata del Grande Fratello 9 sommersa dai fan e dai fotografi. “E pensare che qui ci veniva sempre il mio ex fidanzato da solo”
Un ciclone al Motor Show. Nella manifestazione che si impone sobrietà, taglia le auto e riduce le bellone, arriva la miss più debordante, la concorrente che si è imposta di petto nella penultima edizione del Grande Fratello, forte e orgogliosa della sua sesta misura generosamente ritoccata dal chirurgo: lei non ha ridotto proprio nulla, alla faccia della crisi. Cristina Del Basso è stata fra le più inseguite nel giorno inaugurale del salone dell’auto, a capitanare la schiera di reduci più o meno noti del reality targato Mediaset, che nello stand numero 31 ha riaperto i provini per entrare nella Casa. Tacco 13, top striminzito, capriccioso e insufficiente, la maggiorata s’è presa in giro davanti ai microfoni, tenendo sempre d’occhio il buffet attentato dai suoi colleghi “gieffini” (“Oh, ragazzi lasciatemi qualcosa”).
“E’ la prima volta che vengo al Motor Show – ha detto Cristina -, e pensare che avevo un fidanzato che lavorava nel settore, faceva il designer di auto. Litigavamo sempre: lui mi chiedeva di seguirlo, io non volevo che ci venisse neanche lui, perché temevo che fra tutte queste bellone mi mettesse le corna. Siamo stati insieme tre anni, ci siamo lasciati perché voleva trasformarmi in una suora, e io non ero d’accordo”. Prima volta al salone, prima volta anche a Bologna (“Sì, no, forse ci sono venuta in gita scolastica a vedere un museo, c’è un museo qui, vero?) ma non in regione (“In Emilia-Romagna, perché siamo in Emilia-Romagna vero?, sono stata a Rimini”), Cristina ha parlato delle sue auto: “Una vecchia Twingo viola del ’94, regalo di un amico di mio padre. Da quando sono a Milano, però, giro con la Smart dello sponsor, ma sono un disastro. Ho preso un sacco di multe e spesso ho litigato con muretti e paletti. Preferisco stare a fianco: anzi, da come un uomo guida capisco tante cose anche relative all’intimità. Ecco, non amo né chi va a due all’ora, tipo processione, né chi corre troppo. Oddio, ora che l’ho detto mi spiego tante cose dei miei ex…”.
Stuzzicata su temi più impegnati, come sul caso della settimana a Bologna, l’anatema del cardinale Caffarra sui Dico all’emiliana, Cristina ha fornito il suo parere autorevole sulla querelle: “Si sfasciano tanti matrimoni, perciò la convivenza è inevitabile, almeno come tappa intermedia, per conoscersi. Poi, se anche non arrivano le nozze, perché una coppia non vuole oppure perché non può, e penso agli omosessuali, viva la convivenza. Purché ci sia l’amore: invidio chi s’innamora, vorrei farlo tanto anch’io”.
Articolo di Francesco Saverio Intorcia – pubblicato sul sito La Repubblica di Bologna

















