Il diario di Cristina Del Basso

Il diario di CristinaE una vera forza della natura, un ciclone che travolge tutto e tutti con la sua verve e la sua spontaneità. Il tutto, condito da una buona dose di sensibilità, privilegio di pochi ma che…ahimè lei considera un grande difetto perché: «Gli altri se ne approfittano sempre». Abbiamo catturato Cristina Del Basso in una boutique insieme alla mamma e all’inseparabile shizu di nome Kimah.
Uscita dalla “casa” del “Grande Fratello”non si è montata la testa e ha continuato a seguire i suoi studi universitari, però è anche riuscita a togliersi uno sfizio: posare per un sexy calendario 2009/2010! Lo aveva promesso agli italiani e ha mantenuto la parola: è decisa e diretta, non si tira mai indietro neanche quando le si chiede di parlare “della” Cristina che forse solo il “suo amico diario” conosce davvero. Sei contenta di aver realizzato uno dei tuoi sogni?
Sì, era tra i miei desideri però non è un punto d’arrivo ma di partenza.Dove è stato realizzato il calendario? In quanto tempo?
La location era la splendida Taormina, un posto perfetto. Oh scusa un secondo, mamma! Il cane ha fatto la cacca…scusi! (ride). Anche lui ha le sue esigenze—dicevamo?
Sì, è stato scelto quello scenario perché l’idea del fotografo, Bruno Bisang, era quella di rappresentare una donna anni ’50; quella che secondo lui più si avvicina alla mia immagine. Abbiamo lavorato per tre giorni intensissimi: lo shooting iniziava alle 5 del mattino e terminava intorno alle 20.30 con una pausa di mezz’ora per mangiare, un vero tour de force ma tanta soddisfazione!Mamma, sto facendo un’intervista non puoi continuare a chiedermi le cose! Scusi eh, io e mia mamma siamo un po’ come cane e gatto.
Tu sei davvero fortissima invece! Come è stato posare senza veli? Nonostante io sia sicura di me e del mio corpo e ami stare al centro dell’attenzione, inizialmente ero imba-razzatissima: spogliarsi davanti a dieci persone non è mai facile. La cosa bella è stata l’aver lavorato con grandissimi professionisti che sono riusciti a farmi sentire a mio agio; non mi sono sentita gli occhi addosso nemmeno per un attimo. È stato più faticoso interpretare i dodici mesi dell’anno o vivere nella “casa” più ambita dagli italiani? Senza dubbio la permanenza al “Grande Fratello”, ci sono rimasta 99 giorni durante i quali sei sempre a contatto con altre persone, 24 ore su 24. Io amo comunicare e stare in mezzo alla gente ma ogni tanto ho bisogno di stare da sola con me stessa, di leggere, ascoltare musica o magari prima di addormentarmi la sera scrivere qualche pagina di diario. Queste sono le cose che mi sono mancate. Però partecipare ti ha anche fatto crescere.
Certo. Sei costretto “lì dentro” a una profonda conoscenza intcriore, un faccia a faccia con le tue debolezze e punti di forza: tutte le certezze che fino a quel momento ti eri costruito scompaiono improvvisamente.
E diffìcile avere dei veri amici? Sì, per me sì. Nella vita ho sempre incontrato persone che si avvicinavano a me per interesse: gli uomini fingevano di essermi amici per poi provarci, le donne un po’ mi invidiavano e cercavano di mettermi i bastoni fra le ruote, oppure tentavano in ogni modo di emularmi. Ho sofferto per questo perché io ci metto sempre l’anima ma se intuisco che c’è della cattiveria nei miei confronti divento die.ci volte peggio della persona che ho davanti. Proprio grazie alla mia forte sensibilità riesco ad arrivare nei punti che fanno più male, è un’arma a doppio taglio. Ho una sola amica da dieci anni, Silvia. Praticamente, la “persona” che ti conosce di più è il tuo diario! Esatto anche perché capita molto spesso che io pensi e scriva in terza persona: cerco di guardare gli avvenimenti dall’esterno, cercando di uscire dai “miei panni” e ciò mi consente di essere più obiettiva, più lucida e meno coinvolta.




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